[la luna è sempre bella e danzerina]
C'é un posto di cui ho sentito parlare in una ninna nanna da qualche parte sopra l'arcobaleno volano uccelli blu e i sogni che osi sognare veramente diventano realtà. Un giorno vorrei volare su una stella e svegliarmi dove le nuvole sono lontane dietro di me dove i problemi si sciolgono come gocce di limone. Segui la strada che sale su per il camino E' qui che mi troverai
 





domenica, 28 dicembre 2003

A volte mi sembra ch...

A volte mi sembra che il tempo si fermi…

Faccio cose e non me ne accorgo.

Continuo  a camminare avanti,

 mi volto e prendo la strada che più mi piace,

vedo in lontananza alcune persone e mi avvicino a loro,

le abbraccio…

indico, davanti a me un albero sul quale la neve si è posata

è bello.

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disegnare il cielo...

Image number: 200069304-001

disegnare il cielo e farne parte...

 

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foto di Jil...

Image number: 200111785-001

foto di Jill Waterman

"sveglia sveglia c'è la neve, è tutto bianco"

catapultasi fuori dalle coperte

tirar su la tapparella...

la neve....

ferma immobile a guardar fuori...

"NEVICA"

dice il mio cuore e i miei occhi,

e me ne riempio.

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venerdì, 26 dicembre 2003

Non camminare davant...

Non camminare davanti a me,

Potrei non seguirti.

Non camminare dietro di me,

 Potrei non guidarti.

Cammina solo accanto a me

e sii mio amico.

 

[ALBERT CAMUS]

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no title

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giovedì, 25 dicembre 2003

NATALE.... saltare ...

NATALE....

saltare sul lettone

NATALE...

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mercoledì, 24 dicembre 2003

F. Singer, Cerchio...

F. Singer, Cerchio cromatico, da una lezione di G. Grunow alla Bauhaus negli anni '20

F. Singer, Cerchio cromatico, da una lezione di G. Grunow alla Bauhaus negli anni '20 - ogni colore corrisponde ad una nota musicale e ad una parte del corpo

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lunedì, 22 dicembre 2003

Paul Klee, Labirin...

Paul Klee

Paul Klee, Labirinto distrutto, 1939 Berna, Klee Stiffung

Ripercorro le righe del mio blog…

Ho voglia di scrivere , di sentire i tasti della

Tastiera che affondano sotto la pressione della mia mano.

“tra un quarto d’ora mangiamo” dice mio padre dall’altra stanza.

Ma io nn ho ancora fame, nn è ancora il momento…

Ma gli terrò compagnia e mangerò.

Nella buca una lettera di auguri di Natale di un amica che abita

Poco distante da me e che vedo spessissimo…che bella sorpresa.

Nel cuore la gioia e l’affetto per le persone che si aprono a me,

che mi fanno ascoltare il battito del loro cuore.

Parole Sorrisi Lacrime Caldi abbracci.

Sono felice… è bello essere felici.

Portare al castello mattoni lucenti…

Dipinti con splendide immagini.

Squilla il telefono…

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domenica, 21 dicembre 2003

per tutto il giorn...

per tutto il giorno mi sono portata questo dipinto negli occhi, nella mente.

il giorno in cui lo vidi, ad Amsterdam...

la cartolina sul mio muro...

mi sento così felice, piena di allegria... rappresenta la mia essenza in pittura.

(Van Gogh - Blossoming Almond Tree)

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sabato, 20 dicembre 2003

Lo so che il post di...

Lo so che il post di ieri è lungo, ma leggetelo (se ne avete voglia, chiaro), è molto divertente, e lo è ancora di  più la versione originale in francese.

Durante il mio quinto anno di liceo, sono andata in gita a Parigi e siamo andati ad assistere alla rappresentazione de La Cantatrice chauve al thèatre de la Huchette (23, rue de la Huchette)…

È stata un esperienza fantastica, veramente, non ho mai riso così tanto.

È un teatro fuori dal comune, non pensate alle solite mega costruzuzioni. È un posto minuscolo in una stradina stretta, con delle buffe sedie di legno e un piccolo palco in legno grezzo.

Ogni passo degli attori è parte dello spettacolo, è colonna sonora.

E gli attori, fantastici, sono li a 1 metro da te, con le loro facce buffe, sono grado di fare espressioni straordinarie con il loro viso…è anni e anni che rappresentano Ionesco in quel teatro…

credetemi…

postato da juda222, 12:57 | link | commenti (3)

venerdì, 19 dicembre 2003

LA CANTATRICE CALVA&...

LA CANTATRICE CALVA  

Eugene Ionesco

 

SCENA SETTIMA

Gli stessi e gli Smith.
 
 
 

La  signora e il signor Smith entrano da destra  con gli stessi abiti che indossavano precedentemente .
 

SIGNORA SMITH
Buona  sera,  cari amici!  Scusateci  di  avervi fatto aspettare  tanto. Abbiamo  però  ritenuto nostro  dovere  rendervi  gli  onori  cui  avete diritto  sicchè, non appena abbiamo  saputo  che non eravate alieni dal procurarci il piacere  di venirci  a  trovare senza annunziare  la  vostra visita,   ci  siamo  affrettati  ad   andare   a rivestire i nostri abiti di gala.
 
 

SIGNOR  SMITH
(furioso) Non abbiamo mangiato nulla in tutta la giornata.  Sono quattro  ore che vi  aspettiamo. Perché siete venuti così tardi?

La signora e il signor Smith siedono di fronte  agli
ospiti.   La  pendola  sottolinea  le  battute   con
maggiore  o  minore  forza a seconda  del  caso.   I Martin, lei in particolare, hanno l'aria imbarazzata
e  timida. Di conseguenza la conversazione si  avvia
faticosamente  e le parole vengono, al principio,  a
stento.  Un lungo silenzio impacciato all'inizio poi
altri silenzi ed esitazioni in seguito.

SIGNOR SMITH
Hum.
 

Silenzio.
 
 

SIGNORA SMITH
Hum, hum.

Silenzio.

SIGNORA MARTIN      Hum, Hum, hum.

Silenzio.

SIGNOR MARTIN
Hum, hum, hum, hum.

Silenzio.

SIGNORA MARTIN      Oh, certamente.

Silenzio.

SIGNOR MARTIN
Siamo tutti raffreddati.

Silenzio.

SIGNOR SMITH
Eppure non fa freddo.

Silenzio.

SIGNORA SMITH       Non ci sono correnti d'aria.

Silenzio.

SIGNOR MARTIN
Oh no, per fortuna!

Silenzio.

SIGNOR SMITH
Mah!...

Silenzio.

SIGNOR MARTIN
Ha delle preoccupazioni?

Silenzio.

SIGNORA SMITH
No. Gli girano...

Silenzio.
 
 

SIGNORA  MARTIN     Oh, alla sua età non dovrebbe più, signore.

Silenzio.
SIGNOR SMITH
Il cuore non ha età.

Silenzio.

SIGNOR MARTIN
Questo è vero.

Silenzio.

SIGNORA SMITH
Così si dice.

Silenzio.

SIGNORA MARTIN      Si dice anche il contrario.

Silenzio.

SIGNOR SMITH
La verità sta nel mezzo.

Silenzio.

SIGNOR MARTIN
Parole sante.

Silenzio.

SIGNORA  SMITH      (ai Martin) Voi che viaggiate molto dovreste pur trovare qualcosa di interessante da raccontarci.

SIGNOR  MARTIN      (alla moglie) Racconta, cara, che cosa hai visto oggi.

SIGNORA  MARTIN     Non ne vale la pena, non mi credereste.

SIGNOR SMITH
Non  oseremmo  mai  mettere  in  dubbio  le  sue parole!
 

SIGNORA SMITH
Ci offenderebbe se lo sospettasse.

SIGNOR MARTIN
(alla  moglie)  Li  offenderesti,  cara,  se  li sospettassi capaci...

SIGNORA   MARTIN    (civettuola)  Ebbene, oggi, ho assistito ad  una cosa inverosimile. Una cosa incredibile.

SIGNOR MARTIN
Racconta presto, cara.

SIGNOR SMITH
Benone. Adesso ci divertiremo.

SIGNORA SMITH
Era ora.

SIGNORA  MARTIN     Ebbene,  oggi, andando al mercato, per  comprare della verdura, che diventa sempre più cara...

SIGNORA SMITH
Dove andremo a finire?

SIGNOR  SMITH
Non bisogna interrompere, cara, screanzata.

SIGNORA  MARTIN     Ho  visto,  per strada, vicino a  un  caffè,  un  signore  decorosamente     vestito,     sulla cinquantina, o forse nemmeno, che ...

SIGNOR SMITH
Che, cosa?

SIGNORA SMITH
Che, cosa?

SIGNOR    SMITH     (alla  moglie) Non bisogna  interrompere,  cara, sei disgustosa.

SIGNORA SMITH
Caro,  sei  stato tu a interrompere  per  primo, bestia.

SIGNOR MARTIN
Sssst.   (alla  moglie)  Che  cosa  faceva  quel signore?
 
 

SIGNORA  MARTIN     Ebbene,  direte  che me lo sono  sognato:  Aveva posato  un  ginocchio  in  terra  ed  era  tutto chinato.

SIGNOR MARTIN, SIGNOR SMITH, SIGNORA SMITH   Oh!

SIGNORA MARTIN      Sì, chinato.

SIGNOR SMITH
Impossibile.
SIGNORA  MARTIN     Sì, chinato. Mi sono avvicinata  per  vedere che cosa facesse...

SIGNOR SMITH
Ebbene?

SIGNORA  MARTIN     Stava  legandosi i legacci delle scarpe  che  si erano slacciati.

GLI ALTRI TRE
Fantastico!

SIGNOR  SMITH       Non me lo dicesse lei, non ci crederei.

SIGNOR MARTIN       Perchè   no?   Si   vedono   cose   ancor    più  straordinarie, quando si va in giro. Ad  esempio oggi stesso ho visto in tramvai, seduto sul  mio sedile,  un  signore che leggeva  beatamente  il giornale.

SIGNORA SMITH
Che tipo strambo!

SIGNOR SMITH
Forse  era  lo  stesso (Suonano  alla  porta  di ingresso)  Guarda un po'. Hanno suonato.

SIGNORA  SMITH      Ci  dev'essere qualcuno. Vado a vedere.   (va  a
vedere. Apre la porta e ritorna) Nessuno. (Si risiede).

SIGNOR MARTIN       Vi darò un altro esempio...

Campanello.

SIGNOR SMITH
Guarda un po', hanno suonato.
 

SIGNORA SMITH
Ci  dev'essere qualcuno. Vado a vedere. (  Va  a vedere.  Apre  la  porta  e  ritorna)   Nessuno.
(Torna al suo posto).

SIGNOR MARTIN
(che ha perso il filo) Mmm...

SIGNORA MARTIN      Stavi  dicendo  che  ci avresti  dato  un  altro esempio.

SIGNOR MARTIN       Ah sì...

Campanello.

SIGNOR SMITH
Guarda un po', hanno suonato.

SIGNORA SMITH
Non vado più ad aprire.

SIGNOR SMITH
…ma deve esserci qualcuno!

SIGNORA  SMITH
La prima volta non c'era nessuno. La seconda, lo  stesso. Perchè pensi che ci sia  adesso?

SIGNOR SMITH
Perchè suonano!

SIGNORA MARTIN      Non è una ragione.

SIGNOR  MARTIN      Ma  cosa dici?  Quando si sente suonare  alla porta
 segno che c'è qualcuno  alla  porta, che suona perchè gli si apra la porta.

SIGNORA MARTIN      Non sempre. Avete visto poco fa!

SIGNOR MARTIN       Nella maggior parte dei casi, sì

SIGNOR  SMITH       Io,  quando vado a casa di qualcuno,  suono  per farmi
aprire.  Ritengo  che   tutti   facciano altrettanto  e  che  ogni  qualvolta  si   sente suonare
 segno che c'è qualcuno.

SIGNORA  SMITH      Questo è vero in teoria. Ma nella realtà le cose stanno  molto diversamente. Hai ben  visto  poco fa.

SIGNORA MARTIN      Sua moglie ha ragione.

SIGNOR  MARTIN      Oh! Voialtre donne vi date sempre man forte.

SIGNORA  SMITH
E  sta  bene, andrò a vedere. Tu non  dirai  che sono cocciuta, ma vedrai che non c'è
 nessuno!
(Va a vedere. Apre la porta e la richiude) Vedi,  nessuno.  (Torna al  suo  posto).  Ah!
Questi uomini che vogliono sempre aver ragione e che invece hanno sempre torto!

Si sente di nuovo suonare.

SIGNOR   SMITH      Guarda   un  po',  hanno  suonato.   Dev'esserci qualcuno.

SIGNORA  SMITH      (Che ha una crisi di furore) Non mandarmi più ad   aprire  la  porta.  Hai  visto  che  è  inutile.L'esperienza insegna che quando si sente suonare alla porta  segno che non c'è mai nessuno.

SIGNORA MARTIN      Mai.

SIGNOR MARTIN       Non è detto.

SIGNOR SMITH
Anzi  è  falso. Nella maggior  parte  dei  casi, quando  si sente suonare alla porta  segno  che è qualcuno.

SIGNORA SMITH       Non vuol proprio arrendersi.

SIGNORA  MARTIN     Anche mio marito è terribilmente testardo.

SIGNOR SMITH
C'è qualcuno.

SIGNOR MARTIN
Non si può escluderlo.

SIGNORA SMITH
(al marito) No.

SIGNOR SMITH
Si.

SIGNORA  SMITH      Ti dico di no. Ad ogni modo non mi  scomoderò  inutilmente.  Se vuoi andare  a  vedere, vacci tu stesso.

SIGNOR  SMITH       Ci  vado. (La signora Smith alza le  spalle.  La signora Martin scuote la testa. Il signor  Smith va  ad  aprire)  Ah!  How  do  you  do!  (lancia un'occhiata  alla  signora Smith  e  ai  coniugi Martin che sono assai sorpresi) C'è il  dei pompieri!
 
















































































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giovedì, 18 dicembre 2003

Ann Deverià

Ann Deverià
A. Baricco

Quello che sei ti scivola addosso, a poco a poco. E te lo lasci dietro,passo dopo passo ,su questa riva che non conosce tempo e vive un solo giorno, sempre quello. Il presente sparisce e tu diventi memoria. Sgusci via da tutto ,paure, sentimenti, desideri:li custodisci,come abiti smessi ,nell'armadio di una sconosciuta saggezza, e di un'inesperata pace.riesci a capirmi? riesci a capire come tutto questo sia bello? Credimi, non è solo un modo più lieve, di morire Non mi son mai sentita più viva d'adesso. Ma è diverso. Quel che io sono, è ormai successo: e qui, e ora, vive in me come un passo in un'orma, come un suono in un eco, e come un'enigma nella sua risposta. Non muore, questo no. Scivola dall'altra parte della vita. Con una leggereza che sembra una danza.




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mercoledì, 17 dicembre 2003

PASTA PER LA PIZZA: ...

PASTA PER LA PIZZA:

 

500 gr di farina

1 dado di lievito di birra

sale

250ml di acqua tiepida

olio

 

Sciogliere bene il lievito e un po’ di farina nell’acqua, l’olio e il sale.

Impastare ripetutamente la pasta tra le mani, fare una pagnotta e

lasciarla lievitare per 2 ore coperta con un tovagliolo e al caldo.

Lavorarla per qualche minuto e distenderla in una teglia unta, pronta per essere  condita.

 

PIZZA MARGHERITA:

 

accendere il forno e portalo a 210gradi.

Cospargere la pasta stesa sulla teglia con la polpa di pomodoro e salare.

Mettere parte della mozzarella a dadini sulla pizza.

Finire con un filo d’olio e il basilico a piacere.

Cuocere per circa 25 minuti.

A metà cottura aggiungere il resto della mozzarella e i pomodorini a fettine.

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Dillo  alla&nbs...

Dillo  alla  Luna......

...Si racconta ancora di come un tempo, quando il cielo era una sola cosa con il mare,
 la luna fosse padrona degli spazi e dividesse a metà con il sole l’intero giorno;
 entrambi padroni del cielo, accarezzavano il mondo senza sosta,
 abbandonandosi spesso alle brezze del mattino oppure scaldandosi a vicenda
per i freddi venti della notte.

Erano giorni incantati, ogni cosa aveva il suo giusto equilibrio e tutti ne gioivano, sorridevano, erano felici, sapevano che ad ogni lacrima sarebbe seguito un sorriso e ad ogni sorriso un motivo in più per ricominciare.

Il sole era il primo a far capolino tra le nuvole, svegliava la luna con una carezza
 e tenendola per mano, iniziava a scaldare il mondo; la luna a sera baciava il sole accompagnandolo dietro l’orizzonte e rimaneva sospesa nell’aria,
aspettando languida il suo ritorno.

Così andò avanti per tanto tempo, finché, un giorno, il sole si affacciò dalle nuvole
 e per un motivo che mai nessuno è riuscito a capire, non svegliò la luna
e continuò da solo a rimanere sospeso nell’azzurro del cielo.
 Andava da un punto all’altro con tanta disinvoltura e tanto piacere che dimenticò presto tanti anni di convivenza, quasi non fosse mai accaduto nulla;
così preso dal sentire il mondo tutto suo e dal sentirsi ritenuto indispensabile, fece sua anche l’altra parte del giorno e pretese il cielo come sua personale proprietà.

La luna si svegliò come al solito in orario, ad occhi chiusi cercò il sole ma non lo trovò
e confusa cadde giù senza trovare alcun appiglio; da quel giorno iniziò a vagare la notte, triste e senza un sorriso, scura in viso, tanto che la chiamarono Lilith, la luna nera.

Ogni tanto osservava il cielo e la nostalgia le riempiva gli occhi, le toglieva il fiato,
sbarrava ogni strada alla speranza. Nessuno sa per quanto tempo vagò sulla terra,
 chiunque la incontrasse notava il suo sorriso spento e l’espressione dimessa,
 la tentazione di perdersi, la paura di ritrovarsi per poi rifare lo stesso sbaglio; …..
 ma un mattino di un giorno qualunque, si svegliò stranamente decisa; ….
 Basta soffrire, basta piangere, chiudere tutto per tutti, con tutti,
 se non ti emozioni non soffri e lei era stanca di soffrire.
 Si alzò di scatto, sciolse i capelli lasciando che il vento li pettinasse per lei
 e si incamminò con lo sguardo deciso verso la strada dell’oblio.

Era quasi a metà del cammino, quando istintivamente si voltò indietro,
 qualcosa l’aveva colpita ma non capì subito, almeno fino a quando non posò lo sguardo a terra; si…. Ecco…. .ma come aveva fatto a non accorgersene ?!…… scagliata nitida contro la terra battuta c’era la sua ombra, immobile, che la osservava.

Provò a muovere un passo e l’ombra la seguì, mosse le braccia ed anche l’ombra lo fece, provò a correre e l’ombra corse dietro lei.
Da quando era caduta non aveva più visto la sua ombra, forse l’aveva perduta,
 forse era rimasta appesa al cielo, forse semplicemente non ci aveva più fatto caso;
 la sua ombra .. per la prima volta dopo tanto tempo la luna sorrise ed alzò lo sguardo
 al cielo ………. Il sole era li, sospeso che la osservava…… sorrideva anche lui.

      -“Finalmente sorridi” disse il sole con voce calma e suadente.

      -“ Si sorrido, non so se grazie a te oppure alla mia ombra, ma sorrido”.

      -“Perdonami”, disse il sole, “mi ero perduto anche io dietro me stesso, non sapevo        come tornare senza ferirti ancora, ma ho sempre conservato la tua ombra con me”.

       -“Ma come…. Non è possibile….. la mia ombra è qui con me?!?”.

       Il sole sorrise dolcemente: -“Quella non è la tua ombra, hai solo ritrovato te stessa         proprio quando ormai non ti cercavi più”-.

Lei sorrise ancora, si illuminò di nuovo ed una luce accecante li nascose per un
attimo agli occhi del mondo.

Nessuno sa cosa accadde in seguito, e forse è anche giusto così, ma da quel giorno nessuno la chiama più la luna nera e tutti ricordano come da una grande luce nacque e splende ancora Lilith la Nuovaluna.




























postato da juda222, 13:56 | link | commenti

  It...

 

It's Not Up To You

I wake up
And the day feels
Broken
I tilt my head
I'm trying to get an angle
'Cause the evening
I've always longed for
It could still happen

How do I master
The perfect day
Six glasses of water
Seven phonecalls

If you leave it alone
It might just happen
Anyway

It's not up to you
Oh it never really was
It's not up to you
Oh it never really was
It's not up to you
Well it never really was
It's not up to you

If you wake up
And the day feels
Ah broken
Just lean into the crack
(Just lean into the crack)
And it will tremble
Ever so nicely
Notice
How it sparkles
Down there

I can decide
What I give
But it's not up to me
What I get given
Unthinkable surprises
About to happen
But what they are

It's not up to you
Well it never really was
It's not up to you
Oh it never really was
It's not up to you
Oh it never really was
It's not up to you
Oh, me, share
It's not up to you
It's not up to you
Oh, it never really was
It's not up to you
Well, it never really was
It's not up to you
It's not up to you
It's not up to you
It's not up to you

There's too much
Clinging
To peak
There's too much
Pressure

NON TOCCA A TE

mi sveglio
e il giorno sembra spezzato
sollevo di scatto la testa
cerco di trovare un'angolazione

perche' la sera
che ho sempre desiderato
potrebbe ancora capitare

come faccio a creare il giorno perfetto?
sei bicchieri d'acqua
sette telefonate

se lo lasci in pace
puo' ancora succedere comunque

non tocca a te decidere
e non ti e' mai toccato veramente

se ti svegli
e il giorno ti sembra tutto spezzato
affacciati alla crepa
osserva come scintilla laggiu'

posso decidere quello che voglio dare
ma non posso decidere
quello che mi viene dato

impensabili sorprese
stanno per accadere
ma di cosa si tratta
non tocca a te decidere
e non ti e' mai toccato veramente

c'e' troppo
aggrapparsi
alla cima
c'e' troppa
p r e s s i o n e

ehhh.. ancora lei... bella, bellissima Björk






































































































postato da juda222, 10:57 | link | commenti (1)

martedì, 16 dicembre 2003

I love him, I love h...

I love him, I love him
I love him, I love him
I love him, I love him
I love him, I love him
She loves him, she loves him

This time
She loves him, she loves him
I'm gonna keep me to myself
She loves him, she loves him
She loves him, she loves him
This time
I'm gonna keep my all to myself
She loves him, she loves him
And he makes me want to hand myself over
She loves him, she loves him
She loves him, she loves him
And he makes me want to hand myself over

 

... ehhhh

Bjork...


















postato da juda222, 18:02 | link | commenti (1)

In quel momento appa...

In quel momento apparve la volpe.
"Buon giorno", disse la volpe.
"Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
"Sono qui", disse la voce, "sotto al melo.."
"Chi sei?" domandò il piccolo principe, " sei molto carino."
"Sono la volpe", disse la volpe.
" Vieni a giocare con me", disse la volpe, "non sono addomesticata".
"Ah! scusa ", fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
" Che cosa vuol dire addomesticare?"
" Non sei di queste parti, tu", disse la volpe" che cosa cerchi?"
" Cerco gli uomini", disse il piccolo principe.
" Che cosa vuol dire addomesticare?"
" Gli uomini" disse la volpe" hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso!
Allevano anche delle galline. E' il loro solo interesse. Tu cerchi le galline?"
"No", disse il piccolo principe. " Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?"
" E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami."
" Creare dei legami?"
" Certo", disse la volpe. " Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma.se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo."
" Comincio a capire", disse il piccolo principe. " C'è un fiore.. Credo che mi abbia addomesticato."
"E' possibile", disse la volpe "capita di tutto sulla terra."
"Oh! Non è sulla terra", disse il piccolo principe.
La volpe sembrò perplessa:
" Su un altro pianeta?"
" Sì"
" Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?"
" No"
" Questo mi interessa! E delle galline?"
" No"
" Non c'è niente di perfetto", sospirò la volpe.
Ma la volpe ritornò alla sua idea:
" La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me .Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio per ciò. Ma se tu mi addomestichi la mia vita,
sarà come illuminata. Conoscerò il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in
fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color d'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai
addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano."
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
" Per favore ...addomesticami", disse.
" Volentieri", rispose il piccolo principe, " ma non ho molto tempo, però.
Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose".
" Non si conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe." gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!"
" Che bisogna fare?" domandò il piccolo principe.
" Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe.
" In principio tu ti sederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino.."
Il piccolo principe ritornò l'indomani.
" Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe.
" Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità.
Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore. Ci vogliono i riti".
" Che cos'è un rito?" disse il piccolo principe.
" Anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe.
" E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io
mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza".
Così il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l'ora della partenza fu vicina:
"Ah!" disse la volpe, ".Piangerò".
" La colpa è tua", disse il piccolo principe, "Io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi."
" E' vero", disse la volpe.
" Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
" E' certo", disse la volpe.
" Ma allora che ci guadagni?"
" Ci guadagno", disse la volpe, " il colore del grano".
soggiunse:
" Va a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo".
"Quando ritornerai a dirmi addio ti regalerò un segreto".
Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente" , disse.
" Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre.
Ma ne ho fatto il mio amico e ne ho fatto per me unica al mondo".
E le rose erano a disagio.
" Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. " Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei
che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro, Perché è lei che ho riparato col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato
lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa" E ritornò dalla volpe.
" Addio", disse.
"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".
" L'essenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
" E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".
"E' il tempo che ho perduto per la mia rosa." sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
" Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare.
Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa."
" Io sono responsabile della mia rosa.." Ripetè il piccolo principe per ricordarselo.

















































































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lunedì, 15 dicembre 2003

Matto è colui che...

“Matto è colui che vive nel proprio mondo. Come gli schizofrenici, o gli psicopatici, o i maniaci.

Quelle persone, cioè, che sono diverse dalle altre.”

“Come te?”

[…]

…voglio continuare ad essere folle, vivendo la vita nel modo in cui la sogno e non come desiderano gli altri.

(Veronika decide di morire -Paulo Coelho-)

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domenica, 14 dicembre 2003

...

 

La neve


La neve fa impazzire
I bambini del quartiere:
con lei si posson divertire
e tanto bianco vedere.
Quando il vento fa rabbrividire
Ogni gioco deve finire:
dal cortile scappa via
la bella compagnia.

Ovunque la neve posa
Il suo abito da sposa:
bianco, fine e ricamato,
finché intatto è lasciato.

La neve cadente
Incanta la gente:
è soffice e bianca
e mai non si stanca
nell’aria a danzare.
I passeri cinguettare
Si sentono tutto il giorno:
il cibo d’intorno
s¹affannano a cercare;
la neve fa penare.

Passerotto saltellante
Sulla neve scintillante,
la tua piccola voce serena
cancella pian piano ogni pena.

 
 





































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...

...

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venerdì, 12 dicembre 2003

C'e' una meta
...

C'e' una meta
per il vento dell'inverno 
il rumore del mare



postato da juda222, 20:17 | link | commenti

Questa strada, &nbs...

Questa strada,

 

                        nessuno la percorre-

 

crepuscolo autunnale

 

                                    (Haiku di Basho, 1644-1694)

postato da juda222, 19:54 | link | commenti

giovedì, 11 dicembre 2003

  schhhhhhhhhh...

 

schhhhhhhhhhhh...

 

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martedì, 09 dicembre 2003

Un oggetto riflette ...

Un oggetto riflette un disegno di luce sull’occhio. La luce entra nell’occhio attraverso la pupilla, viene raccolta dal cristallino e proiettata sullo schermo che si trova sul retro dell’occhio, la retina. Quest’ultima è dotata di una rete di fibre nervose che, per mezzo di un sistema di cellule, filtrano la luce a diversi milioni di ricettori, i coni. La reazione dei coni, che sono sensibili sia alla luce che al colore, consiste nel portare al cervello le informazioni relative alla luce e al colore.

È a questo stadio del processo che nell’uomo gli strumenti della percezione visiva cessano di essere uniformi e cambiano da individuo a individuo. Il cervello ha il compito di interpretare i dati di prima mano relativi alla luce e al colore ricevuti dai coni e ciò avviene sia grazie a delle capacità innate che grazie a quelle che gli derivano dall’esperienza.

(Michael Baxandall, “Pittura ed esperienze sociali nell’Italia del Quattrocento”)

Ed ogni volta mi affascina… tanto.

postato da juda222, 19:21 | link | commenti

no title

postato da juda222, 15:20 | link | commenti (1)

AVVENIMENTO   ...

AVVENIMENTO

 

O luna! Quanto aprile!

O aria vasta e dolce!

Tutto che già perdei

tornerà con gli uccelli.

 

Tornerà con i piccoli

uccelli che pattinano

e pìano in coro senza

desiderio di grazia.

 

È prossima la luna,

ferma nell’aria nostra.

Quello che fui mi attende

di sotto ai miei pensieri.

 

Canterà il rosignolo

sul vertice dell’ansia.

Porpora, ancora porpora

tra l’azzurro e le brezze!

 

S’è perduto quel tempo

che smarrii? La mia mano

dispone, dio leggero,

di una luna senz’anni.

 

Montale (Quaderno di traduzioni)  

postato da juda222, 11:37 | link | commenti

  the Heartstr...

 

the Heartstring,1960

"My painting is visible images which conceal nothing; they evoke mystery and, indeed, when one sees one of my pictures, one asks oneself this simple question 'What does that mean'? It does not mean anything, because mystery means nothing either, it is unknowable."

René Magritte



postato da juda222, 09:56 | link | commenti

lunedì, 08 dicembre 2003

ascolto: Tracy Chap...

ascolto:

Tracy Chapman
New Beginning (1995)
Heaven's Here on Earth

You can look to the stars in search of the answers
Look for God and life on distant planets
Have your faith in the ever after
While each of us holds inside the map to the labyrinth
And heaven's here on earth

We are the spirit the collective conscience
We create the pain and the suffering and the beauty in this world

Heaven's here on earth
In our faith in humankind
In our respect for what is earthly
In our unfaltering belief in peace and love and understanding

I've seen and met angels wearing the disguise
Of ordinary people leading ordinary lives
Filled with love, compassion, forgiveness and sacrifice

Heaven's in our hearts
In our faith in humankind
In our respect for what is earthly
In our unfaltering belief in peace and love and understanding

Look around
Believe in what you see
The kingdom is at hand
The promised land is at your feet
We can and will become what we aspire to be

If Heaven's here on earth
If we have faith in humankind
And respect for what is earthly
And an unfaltering belief that truth is divinity
And heaven's here on earth

I've seen spirits
I've met angels
I've touched creations beautiful and wondrous
I've been places where I question all I think I know
But I believe, I believe, I believe this could be heaven
We are born inside the gates with the power to create life
And to take it away
The world is our temple
The world is our church
Heaven's here on earth

If we have faith in humankind
And respect for what is earthly
And an unfaltering belief
In peace and love and understanding
This could be heaven here on earth
Heaven's in our heart
























































postato da juda222, 14:24 | link | commenti

fare l'albero di nat...

fare l'albero di natale....

ascoltare il carillon del presepe...

belle sensazioni.

postato da juda222, 14:00 | link | commenti

domenica, 07 dicembre 2003

 Non so perché...

 “Non so perché, ad un tratto anche la mia stanza mi parve invecchiata. Le pareti e il pavimento erano sbiaditi, tutto era diventato opaco, le ragnatele si erano moltiplicate.

Non so perché, quando guardai fuori dalla finestra, mi sembrò che anche la casa di fronte fosse decrepita e scolorita, che gli stucchi sulle colonne si fossero sgretolati e si staccassero, che i cornicioni fossero anneriti e pieni di crepe, che le pareti dal vivace colore giallo scuro fossero tutte chiazzate…

  Forse un raggio di sole, comparso improvvisamente, si celò di nuovo sotto una nube colma di pioggia, e tutto di nuovo divento scolorito ai miei occhi; forse era balenata davanti a me, cos’ inospitale e triste, la prospettiva del mio futuro e io mi vidi con l’aspetto che avrò tra quindici anni: invecchiato, nella stessa camera, solo come ora.

                                                                                             […]

  Oh! Mai, mai!  Che il tuo cielo sia sereno, che il tuo sorriso si luminoso e calmo! Sii benedetta per quell’attimo di beatitudine e di felicità che hai donato a un altro cuore, solo, riconoscente!

  Dio mio! Un minuto intero di beatitudine! È forse poco per colmare tutta la vita di un uomo?…”

 

(DOSTOEVSKIJ  “ Le notti bianche”)

postato da juda222, 13:57 | link | commenti

venerdì, 05 dicembre 2003

C. D. Friedrich, A...

C. D. Friedrich, Abbazia nel querceto, 1809

 

postato da juda222, 21:16 | link | commenti

PIANEFFORTE E NOTTE...

PIANEFFORTE ‘E NOTTE

Nu pianefforte ‘e notte
Sona lontanamente
E ‘a musica se sente
Pe ll’aria suspirà.

E’ ll’una: dorme ‘o vico
Ncopp’a sta nonna nonna
‘e nu mutivo antico
‘e tanto tempo fa.

Dio, quanta stelle cielo!
Che luna! E c’aria doce!
Quanto na bella voce
Vurria sentì cantà!

Ma solitario e lento
More ‘o mutivo antico;
se fa cchiù cupo o vico
dint’a all’oscurità.

Ll’anema mia surtanto
rummane a sta funesta.
Aspetta ancora. E resta,
ncantannose, a penzà.

(Salvatore di Giacomo)


























postato da juda222, 14:22 | link | commenti (2)

giovedì, 04 dicembre 2003

 la descrizione...

 la descrizione delle ore che nascono sotto forma di fiori per morire un istante dopo, ma il fiore successivo sarà più bello e profumato

postato da juda222, 14:59 | link | commenti (2)

vorrei essere qui....

vorrei essere qui... in balia delle onde... con il corpo bagnato... gli occhi che bruciano... rivolti al cielo...

si.

postato da juda222, 14:44 | link | commenti (1)

martedì, 02 dicembre 2003

Planetario di Carm...

foto 3

Planetario di Carmelo Giammello, Via Roma, Torino

 

foto 6

Piccoli spiriti blu di Rebecca Horn, Chiesa S. Maria del Monte dei Cappuccini, Torino

foto 5

Palomar di Giulio Paolini, in Via Po, Torino
 
foto 8
Fontane luminose di Jan Vercruysse, Laghetto Italia '61, Torino
 
foto 13
Lui e l'arte di andare nel bosco di Luigi Mainolfi, in Via Garibaldi, Torino

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