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domenica, 28 dicembre 2003
A volte mi sembra che il tempo si fermi…
Faccio cose e non me ne accorgo.
Continuo a camminare avanti,
mi volto e prendo la strada che più mi piace,
vedo in lontananza alcune persone e mi avvicino a loro,
le abbraccio…
indico, davanti a me un albero sul quale la neve si è posata
è bello.
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disegnare il cielo e farne parte...
postato da juda222, 21:58 | link | commenti (1)

foto di Jill Waterman
"sveglia sveglia c'è la neve, è tutto bianco"
catapultasi fuori dalle coperte
tirar su la tapparella...
la neve....
ferma immobile a guardar fuori...
"NEVICA"
dice il mio cuore e i miei occhi,
e me ne riempio.
postato da juda222, 12:16 | link | commenti (2)
venerdì, 26 dicembre 2003
Non camminare davanti a me,
Potrei non seguirti.
Non camminare dietro di me,
Potrei non guidarti.
Cammina solo accanto a me
e sii mio amico.
[ALBERT CAMUS]
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giovedì, 25 dicembre 2003
NATALE....
saltare sul lettone
NATALE...
postato da juda222, 12:12 | link | commenti (1)
mercoledì, 24 dicembre 2003

F. Singer, Cerchio cromatico, da una lezione di G. Grunow alla Bauhaus negli anni '20 - ogni colore corrisponde ad una nota musicale e ad una parte del corpo
postato da juda222, 15:59 | link | commenti
lunedì, 22 dicembre 2003

Paul Klee, Labirinto distrutto, 1939 Berna, Klee Stiffung
Ripercorro le righe del mio blog…
Ho voglia di scrivere , di sentire i tasti della
Tastiera che affondano sotto la pressione della mia mano.
“tra un quarto d’ora mangiamo” dice mio padre dall’altra stanza.
Ma io nn ho ancora fame, nn è ancora il momento…
Ma gli terrò compagnia e mangerò.
Nella buca una lettera di auguri di Natale di un amica che abita
Poco distante da me e che vedo spessissimo…che bella sorpresa.
Nel cuore la gioia e l’affetto per le persone che si aprono a me,
che mi fanno ascoltare il battito del loro cuore.
Parole Sorrisi Lacrime Caldi abbracci.
Sono felice… è bello essere felici.
Portare al castello mattoni lucenti…
Dipinti con splendide immagini.
Squilla il telefono…
postato da juda222, 12:24 | link | commenti (1)
domenica, 21 dicembre 2003

per tutto il giorno mi sono portata questo dipinto negli occhi, nella mente.
il giorno in cui lo vidi, ad Amsterdam...
la cartolina sul mio muro...
mi sento così felice, piena di allegria... rappresenta la mia essenza in pittura.
(Van Gogh - Blossoming Almond Tree)
postato da juda222, 20:39 | link | commenti (1)
sabato, 20 dicembre 2003
Lo so che il post di ieri è lungo, ma leggetelo (se ne avete voglia, chiaro), è molto divertente, e lo è ancora di più la versione originale in francese.
Durante il mio quinto anno di liceo, sono andata in gita a Parigi e siamo andati ad assistere alla rappresentazione de La Cantatrice chauve al thèatre de la Huchette (23, rue de la Huchette)…
È stata un esperienza fantastica, veramente, non ho mai riso così tanto.
È un teatro fuori dal comune, non pensate alle solite mega costruzuzioni. È un posto minuscolo in una stradina stretta, con delle buffe sedie di legno e un piccolo palco in legno grezzo.
Ogni passo degli attori è parte dello spettacolo, è colonna sonora.
E gli attori, fantastici, sono li a 1 metro da te, con le loro facce buffe, sono grado di fare espressioni straordinarie con il loro viso…è anni e anni che rappresentano Ionesco in quel teatro…

credetemi…
postato da juda222, 12:57 | link | commenti (3)
venerdì, 19 dicembre 2003
LA CANTATRICE CALVA
Eugene Ionesco
SCENA SETTIMA
Gli stessi e gli Smith.
La signora e il signor Smith entrano da destra con gli stessi abiti che indossavano precedentemente .
SIGNORA SMITH Buona sera, cari amici! Scusateci di avervi fatto aspettare tanto. Abbiamo però ritenuto nostro dovere rendervi gli onori cui avete diritto sicchè, non appena abbiamo saputo che non eravate alieni dal procurarci il piacere di venirci a trovare senza annunziare la vostra visita, ci siamo affrettati ad andare a rivestire i nostri abiti di gala.
SIGNOR SMITH (furioso) Non abbiamo mangiato nulla in tutta la giornata. Sono quattro ore che vi aspettiamo. Perché siete venuti così tardi?
La signora e il signor Smith siedono di fronte agli ospiti. La pendola sottolinea le battute con maggiore o minore forza a seconda del caso. I Martin, lei in particolare, hanno l'aria imbarazzata e timida. Di conseguenza la conversazione si avvia faticosamente e le parole vengono, al principio, a stento. Un lungo silenzio impacciato all'inizio poi altri silenzi ed esitazioni in seguito.
SIGNOR SMITH Hum.
Silenzio.
SIGNORA SMITH Hum, hum.
Silenzio.
SIGNORA MARTIN Hum, Hum, hum.
Silenzio.
SIGNOR MARTIN Hum, hum, hum, hum.
Silenzio.
SIGNORA MARTIN Oh, certamente.
Silenzio.
SIGNOR MARTIN Siamo tutti raffreddati.
Silenzio.
SIGNOR SMITH Eppure non fa freddo.
Silenzio.
SIGNORA SMITH Non ci sono correnti d'aria.
Silenzio.
SIGNOR MARTIN Oh no, per fortuna!
Silenzio.
SIGNOR SMITH Mah!...
Silenzio.
SIGNOR MARTIN Ha delle preoccupazioni?
Silenzio.
SIGNORA SMITH No. Gli girano...
Silenzio.
SIGNORA MARTIN Oh, alla sua età non dovrebbe più, signore.
Silenzio. SIGNOR SMITH Il cuore non ha età.
Silenzio.
SIGNOR MARTIN Questo è vero.
Silenzio.
SIGNORA SMITH Così si dice.
Silenzio.
SIGNORA MARTIN Si dice anche il contrario.
Silenzio.
SIGNOR SMITH La verità sta nel mezzo.
Silenzio.
SIGNOR MARTIN Parole sante.
Silenzio.
SIGNORA SMITH (ai Martin) Voi che viaggiate molto dovreste pur trovare qualcosa di interessante da raccontarci.
SIGNOR MARTIN (alla moglie) Racconta, cara, che cosa hai visto oggi.
SIGNORA MARTIN Non ne vale la pena, non mi credereste.
SIGNOR SMITH Non oseremmo mai mettere in dubbio le sue parole!
SIGNORA SMITH Ci offenderebbe se lo sospettasse.
SIGNOR MARTIN (alla moglie) Li offenderesti, cara, se li sospettassi capaci...
SIGNORA MARTIN (civettuola) Ebbene, oggi, ho assistito ad una cosa inverosimile. Una cosa incredibile.
SIGNOR MARTIN Racconta presto, cara.
SIGNOR SMITH Benone. Adesso ci divertiremo.
SIGNORA SMITH Era ora.
SIGNORA MARTIN Ebbene, oggi, andando al mercato, per comprare della verdura, che diventa sempre più cara...
SIGNORA SMITH Dove andremo a finire?
SIGNOR SMITH Non bisogna interrompere, cara, screanzata.
SIGNORA MARTIN Ho visto, per strada, vicino a un caffè, un signore decorosamente vestito, sulla cinquantina, o forse nemmeno, che ...
SIGNOR SMITH Che, cosa?
SIGNORA SMITH Che, cosa?
SIGNOR SMITH (alla moglie) Non bisogna interrompere, cara, sei disgustosa.
SIGNORA SMITH Caro, sei stato tu a interrompere per primo, bestia.
SIGNOR MARTIN Sssst. (alla moglie) Che cosa faceva quel signore?
SIGNORA MARTIN Ebbene, direte che me lo sono sognato: Aveva posato un ginocchio in terra ed era tutto chinato.
SIGNOR MARTIN, SIGNOR SMITH, SIGNORA SMITH Oh!
SIGNORA MARTIN Sì, chinato.
SIGNOR SMITH Impossibile. SIGNORA MARTIN Sì, chinato. Mi sono avvicinata per vedere che cosa facesse...
SIGNOR SMITH Ebbene?
SIGNORA MARTIN Stava legandosi i legacci delle scarpe che si erano slacciati.
GLI ALTRI TRE Fantastico!
SIGNOR SMITH Non me lo dicesse lei, non ci crederei.
SIGNOR MARTIN Perchè no? Si vedono cose ancor più straordinarie, quando si va in giro. Ad esempio oggi stesso ho visto in tramvai, seduto sul mio sedile, un signore che leggeva beatamente il giornale.
SIGNORA SMITH Che tipo strambo!
SIGNOR SMITH Forse era lo stesso (Suonano alla porta di ingresso) Guarda un po'. Hanno suonato.
SIGNORA SMITH Ci dev'essere qualcuno. Vado a vedere. (va a vedere. Apre la porta e ritorna) Nessuno. (Si risiede).
SIGNOR MARTIN Vi darò un altro esempio...
Campanello.
SIGNOR SMITH Guarda un po', hanno suonato.
SIGNORA SMITH Ci dev'essere qualcuno. Vado a vedere. ( Va a vedere. Apre la porta e ritorna) Nessuno. (Torna al suo posto).
SIGNOR MARTIN (che ha perso il filo) Mmm...
SIGNORA MARTIN Stavi dicendo che ci avresti dato un altro esempio.
SIGNOR MARTIN Ah sì...
Campanello.
SIGNOR SMITH Guarda un po', hanno suonato.
SIGNORA SMITH Non vado più ad aprire.
SIGNOR SMITH …ma deve esserci qualcuno!
SIGNORA SMITH La prima volta non c'era nessuno. La seconda, lo stesso. Perchè pensi che ci sia adesso?
SIGNOR SMITH Perchè suonano!
SIGNORA MARTIN Non è una ragione.
SIGNOR MARTIN Ma cosa dici? Quando si sente suonare alla porta segno che c'è qualcuno alla porta, che suona perchè gli si apra la porta.
SIGNORA MARTIN Non sempre. Avete visto poco fa!
SIGNOR MARTIN Nella maggior parte dei casi, sì
SIGNOR SMITH Io, quando vado a casa di qualcuno, suono per farmi aprire. Ritengo che tutti facciano altrettanto e che ogni qualvolta si sente suonare segno che c'è qualcuno.
SIGNORA SMITH Questo è vero in teoria. Ma nella realtà le cose stanno molto diversamente. Hai ben visto poco fa.
SIGNORA MARTIN Sua moglie ha ragione.
SIGNOR MARTIN Oh! Voialtre donne vi date sempre man forte.
SIGNORA SMITH E sta bene, andrò a vedere. Tu non dirai che sono cocciuta, ma vedrai che non c'è nessuno! (Va a vedere. Apre la porta e la richiude) Vedi, nessuno. (Torna al suo posto). Ah! Questi uomini che vogliono sempre aver ragione e che invece hanno sempre torto!
Si sente di nuovo suonare.
SIGNOR SMITH Guarda un po', hanno suonato. Dev'esserci qualcuno.
SIGNORA SMITH (Che ha una crisi di furore) Non mandarmi più ad aprire la porta. Hai visto che è inutile.L'esperienza insegna che quando si sente suonare alla porta segno che non c'è mai nessuno.
SIGNORA MARTIN Mai.
SIGNOR MARTIN Non è detto.
SIGNOR SMITH Anzi è falso. Nella maggior parte dei casi, quando si sente suonare alla porta segno che è qualcuno.
SIGNORA SMITH Non vuol proprio arrendersi.
SIGNORA MARTIN Anche mio marito è terribilmente testardo.
SIGNOR SMITH C'è qualcuno.
SIGNOR MARTIN Non si può escluderlo.
SIGNORA SMITH (al marito) No.
SIGNOR SMITH Si.
SIGNORA SMITH Ti dico di no. Ad ogni modo non mi scomoderò inutilmente. Se vuoi andare a vedere, vacci tu stesso.
SIGNOR SMITH Ci vado. (La signora Smith alza le spalle. La signora Martin scuote la testa. Il signor Smith va ad aprire) Ah! How do you do! (lancia un'occhiata alla signora Smith e ai coniugi Martin che sono assai sorpresi) C'è il dei pompieri!
postato da juda222, 16:15 | link | commenti (1)
giovedì, 18 dicembre 2003
Ann Deverià A. Baricco
Quello che sei ti scivola addosso, a poco a poco. E te lo lasci dietro,passo dopo passo ,su questa riva che non conosce tempo e vive un solo giorno, sempre quello. Il presente sparisce e tu diventi memoria. Sgusci via da tutto ,paure, sentimenti, desideri:li custodisci,come abiti smessi ,nell'armadio di una sconosciuta saggezza, e di un'inesperata pace.riesci a capirmi? riesci a capire come tutto questo sia bello? Credimi, non è solo un modo più lieve, di morire Non mi son mai sentita più viva d'adesso. Ma è diverso. Quel che io sono, è ormai successo: e qui, e ora, vive in me come un passo in un'orma, come un suono in un eco, e come un'enigma nella sua risposta. Non muore, questo no. Scivola dall'altra parte della vita. Con una leggereza che sembra una danza.
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postato da juda222, 18:49 | link | commenti (2)
mercoledì, 17 dicembre 2003
PASTA PER LA PIZZA:
500 gr di farina
1 dado di lievito di birra
sale
250ml di acqua tiepida
olio
Sciogliere bene il lievito e un po’ di farina nell’acqua, l’olio e il sale.
Impastare ripetutamente la pasta tra le mani, fare una pagnotta e
lasciarla lievitare per 2 ore coperta con un tovagliolo e al caldo.
Lavorarla per qualche minuto e distenderla in una teglia unta, pronta per essere condita.
PIZZA MARGHERITA:
accendere il forno e portalo a 210gradi.
Cospargere la pasta stesa sulla teglia con la polpa di pomodoro e salare.
Mettere parte della mozzarella a dadini sulla pizza.
Finire con un filo d’olio e il basilico a piacere.
Cuocere per circa 25 minuti.
A metà cottura aggiungere il resto della mozzarella e i pomodorini a fettine.
postato da juda222, 17:19 | link | commenti (1)
Dillo alla Luna......

...Si racconta ancora di come un tempo, quando il cielo era una sola cosa con il mare, la luna fosse padrona degli spazi e dividesse a metà con il sole l’intero giorno; entrambi padroni del cielo, accarezzavano il mondo senza sosta, abbandonandosi spesso alle brezze del mattino oppure scaldandosi a vicenda per i freddi venti della notte.
Erano giorni incantati, ogni cosa aveva il suo giusto equilibrio e tutti ne gioivano, sorridevano, erano felici, sapevano che ad ogni lacrima sarebbe seguito un sorriso e ad ogni sorriso un motivo in più per ricominciare.
Il sole era il primo a far capolino tra le nuvole, svegliava la luna con una carezza e tenendola per mano, iniziava a scaldare il mondo; la luna a sera baciava il sole accompagnandolo dietro l’orizzonte e rimaneva sospesa nell’aria, aspettando languida il suo ritorno.
Così andò avanti per tanto tempo, finché, un giorno, il sole si affacciò dalle nuvole e per un motivo che mai nessuno è riuscito a capire, non svegliò la luna e continuò da solo a rimanere sospeso nell’azzurro del cielo. Andava da un punto all’altro con tanta disinvoltura e tanto piacere che dimenticò presto tanti anni di convivenza, quasi non fosse mai accaduto nulla; così preso dal sentire il mondo tutto suo e dal sentirsi ritenuto indispensabile, fece sua anche l’altra parte del giorno e pretese il cielo come sua personale proprietà.
La luna si svegliò come al solito in orario, ad occhi chiusi cercò il sole ma non lo trovò e confusa cadde giù senza trovare alcun appiglio; da quel giorno iniziò a vagare la notte, triste e senza un sorriso, scura in viso, tanto che la chiamarono Lilith, la luna nera.
Ogni tanto osservava il cielo e la nostalgia le riempiva gli occhi, le toglieva il fiato, sbarrava ogni strada alla speranza. Nessuno sa per quanto tempo vagò sulla terra, chiunque la incontrasse notava il suo sorriso spento e l’espressione dimessa, la tentazione di perdersi, la paura di ritrovarsi per poi rifare lo stesso sbaglio; ….. ma un mattino di un giorno qualunque, si svegliò stranamente decisa; …. Basta soffrire, basta piangere, chiudere tutto per tutti, con tutti, se non ti emozioni non soffri e lei era stanca di soffrire. Si alzò di scatto, sciolse i capelli lasciando che il vento li pettinasse per lei e si incamminò con lo sguardo deciso verso la strada dell’oblio.
Era quasi a metà del cammino, quando istintivamente si voltò indietro, qualcosa l’aveva colpita ma non capì subito, almeno fino a quando non posò lo sguardo a terra; si…. Ecco…. .ma come aveva fatto a non accorgersene ?!…… scagliata nitida contro la terra battuta c’era la sua ombra, immobile, che la osservava.
Provò a muovere un passo e l’ombra la seguì, mosse le braccia ed anche l’ombra lo fece, provò a correre e l’ombra corse dietro lei. Da quando era caduta non aveva più visto la sua ombra, forse l’aveva perduta, forse era rimasta appesa al cielo, forse semplicemente non ci aveva più fatto caso; la sua ombra .. per la prima volta dopo tanto tempo la luna sorrise ed alzò lo sguardo al cielo ………. Il sole era li, sospeso che la osservava…… sorrideva anche lui.
-“Finalmente sorridi” disse il sole con voce calma e suadente.
-“ Si sorrido, non so se grazie a te oppure alla mia ombra, ma sorrido”.
-“Perdonami”, disse il sole, “mi ero perduto anche io dietro me stesso, non sapevo come tornare senza ferirti ancora, ma ho sempre conservato la tua ombra con me”.
-“Ma come…. Non è possibile….. la mia ombra è qui con me?!?”.
Il sole sorrise dolcemente: -“Quella non è la tua ombra, hai solo ritrovato te stessa proprio quando ormai non ti cercavi più”-.
Lei sorrise ancora, si illuminò di nuovo ed una luce accecante li nascose per un attimo agli occhi del mondo.
Nessuno sa cosa accadde in seguito, e forse è anche giusto così, ma da quel giorno nessuno la chiama più la luna nera e tutti ricordano come da una grande luce nacque e splende ancora Lilith la Nuovaluna.
postato da juda222, 13:56 | link | commenti
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It's Not Up To You
I wake up And the day feels Broken I tilt my head I'm trying to get an angle 'Cause the evening I've always longed for It could still happen
How do I master The perfect day Six glasses of water Seven phonecalls
If you leave it alone It might just happen Anyway
It's not up to you Oh it never really was It's not up to you Oh it never really was It's not up to you Well it never really was It's not up to you
If you wake up And the day feels Ah broken Just lean into the crack (Just lean into the crack) And it will tremble Ever so nicely Notice How it sparkles Down there
I can decide What I give But it's not up to me What I get given Unthinkable surprises About to happen But what they are
It's not up to you Well it never really was It's not up to you Oh it never really was It's not up to you Oh it never really was It's not up to you Oh, me, share It's not up to you It's not up to you Oh, it never really was It's not up to you Well, it never really was It's not up to you It's not up to you It's not up to you It's not up to you
There's too much Clinging To peak There's too much Pressure
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NON TOCCA A TE
mi sveglio e il giorno sembra spezzato sollevo di scatto la testa cerco di trovare un'angolazione
perche' la sera che ho sempre desiderato potrebbe ancora capitare
come faccio a creare il giorno perfetto? sei bicchieri d'acqua sette telefonate
se lo lasci in pace puo' ancora succedere comunque
non tocca a te decidere e non ti e' mai toccato veramente
se ti svegli e il giorno ti sembra tutto spezzato affacciati alla crepa osserva come scintilla laggiu'
posso decidere quello che voglio dare ma non posso decidere quello che mi viene dato
impensabili sorprese stanno per accadere ma di cosa si tratta non tocca a te decidere e non ti e' mai toccato veramente
c'e' troppo aggrapparsi alla cima c'e' troppa p r e s s i o n e
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ehhh.. ancora lei... bella, bellissima Björk
postato da juda222, 10:57 | link | commenti (1)
martedì, 16 dicembre 2003
I love him, I love him I love him, I love him I love him, I love him I love him, I love him She loves him, she loves him
This time She loves him, she loves him I'm gonna keep me to myself She loves him, she loves him She loves him, she loves him This time I'm gonna keep my all to myself She loves him, she loves him And he makes me want to hand myself over She loves him, she loves him She loves him, she loves him And he makes me want to hand myself over
... ehhhh
Bjork...
postato da juda222, 18:02 | link | commenti (1)
In quel momento apparve la volpe. "Buon giorno", disse la volpe. "Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno. "Sono qui", disse la voce, "sotto al melo.." "Chi sei?" domandò il piccolo principe, " sei molto carino." "Sono la volpe", disse la volpe. " Vieni a giocare con me", disse la volpe, "non sono addomesticata". "Ah! scusa ", fece il piccolo principe. Ma dopo un momento di riflessione soggiunse: " Che cosa vuol dire addomesticare?" " Non sei di queste parti, tu", disse la volpe" che cosa cerchi?" " Cerco gli uomini", disse il piccolo principe. " Che cosa vuol dire addomesticare?" " Gli uomini" disse la volpe" hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso! Allevano anche delle galline. E' il loro solo interesse. Tu cerchi le galline?" "No", disse il piccolo principe. " Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?" " E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami." " Creare dei legami?" " Certo", disse la volpe. " Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma.se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo." " Comincio a capire", disse il piccolo principe. " C'è un fiore.. Credo che mi abbia addomesticato." "E' possibile", disse la volpe "capita di tutto sulla terra." "Oh! Non è sulla terra", disse il piccolo principe. La volpe sembrò perplessa: " Su un altro pianeta?" " Sì" " Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?" " No" " Questo mi interessa! E delle galline?" " No" " Non c'è niente di perfetto", sospirò la volpe. Ma la volpe ritornò alla sua idea: " La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me .Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio per ciò. Ma se tu mi addomestichi la mia vita, sarà come illuminata. Conoscerò il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color d'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano." La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe: " Per favore ...addomesticami", disse. " Volentieri", rispose il piccolo principe, " ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose". " Non si conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe." gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!" " Che bisogna fare?" domandò il piccolo principe. " Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe. " In principio tu ti sederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino.." Il piccolo principe ritornò l'indomani. " Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe. " Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore. Ci vogliono i riti". " Che cos'è un rito?" disse il piccolo principe. " Anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe. " E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza". Così il piccolo principe addomesticò la volpe. E quando l'ora della partenza fu vicina: "Ah!" disse la volpe, ".Piangerò". " La colpa è tua", disse il piccolo principe, "Io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi." " E' vero", disse la volpe. " Ma piangerai!" disse il piccolo principe. " E' certo", disse la volpe. " Ma allora che ci guadagni?" " Ci guadagno", disse la volpe, " il colore del grano". soggiunse: " Va a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo". "Quando ritornerai a dirmi addio ti regalerò un segreto". Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose. "Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente" , disse. " Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico e ne ho fatto per me unica al mondo". E le rose erano a disagio. " Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. " Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro, Perché è lei che ho riparato col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa" E ritornò dalla volpe. " Addio", disse. "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi". " L'essenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo. " E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante". "E' il tempo che ho perduto per la mia rosa." sussurrò il piccolo principe per ricordarselo. " Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa." " Io sono responsabile della mia rosa.." Ripetè il piccolo principe per ricordarselo.
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lunedì, 15 dicembre 2003

“Matto è colui che vive nel proprio mondo. Come gli schizofrenici, o gli psicopatici, o i maniaci.
Quelle persone, cioè, che sono diverse dalle altre.”
“Come te?”
[…]
…voglio continuare ad essere folle, vivendo la vita nel modo in cui la sogno e non come desiderano gli altri.
(Veronika decide di morire -Paulo Coelho-)
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domenica, 14 dicembre 2003
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...
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venerdì, 12 dicembre 2003

C'e' una meta per il vento dell'inverno il rumore del mare
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Questa strada,
nessuno la percorre-
crepuscolo autunnale
(Haiku di Basho, 1644-1694)
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giovedì, 11 dicembre 2003
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martedì, 09 dicembre 2003
Un oggetto riflette un disegno di luce sull’occhio. La luce entra nell’occhio attraverso la pupilla, viene raccolta dal cristallino e proiettata sullo schermo che si trova sul retro dell’occhio, la retina. Quest’ultima è dotata di una rete di fibre nervose che, per mezzo di un sistema di cellule, filtrano la luce a diversi milioni di ricettori, i coni. La reazione dei coni, che sono sensibili sia alla luce che al colore, consiste nel portare al cervello le informazioni relative alla luce e al colore.
È a questo stadio del processo che nell’uomo gli strumenti della percezione visiva cessano di essere uniformi e cambiano da individuo a individuo. Il cervello ha il compito di interpretare i dati di prima mano relativi alla luce e al colore ricevuti dai coni e ciò avviene sia grazie a delle capacità innate che grazie a quelle che gli derivano dall’esperienza.
(Michael Baxandall, “Pittura ed esperienze sociali nell’Italia del Quattrocento”)
Ed ogni volta mi affascina… tanto.
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AVVENIMENTO
O luna! Quanto aprile!
O aria vasta e dolce!
Tutto che già perdei
tornerà con gli uccelli.
Tornerà con i piccoli
uccelli che pattinano
e pìano in coro senza
desiderio di grazia.
È prossima la luna,
ferma nell’aria nostra.
Quello che fui mi attende
di sotto ai miei pensieri.
Canterà il rosignolo
sul vertice dell’ansia.
Porpora, ancora porpora
tra l’azzurro e le brezze!
S’è perduto quel tempo
che smarrii? La mia mano
dispone, dio leggero,
di una luna senz’anni.
Montale (Quaderno di traduzioni)
postato da juda222, 11:37 | link | commenti
the Heartstring,1960
"My painting is visible images which conceal nothing; they evoke mystery and, indeed, when one sees one of my pictures, one asks oneself this simple question 'What does that mean'? It does not mean anything, because mystery means nothing either, it is unknowable."
René Magritte
postato da juda222, 09:56 | link | commenti
lunedì, 08 dicembre 2003
ascolto:
Tracy Chapman New Beginning (1995) Heaven's Here on Earth
You can look to the stars in search of the answers Look for God and life on distant planets Have your faith in the ever after While each of us holds inside the map to the labyrinth And heaven's here on earth
We are the spirit the collective conscience We create the pain and the suffering and the beauty in this world
Heaven's here on earth In our faith in humankind In our respect for what is earthly In our unfaltering belief in peace and love and understanding
I've seen and met angels wearing the disguise Of ordinary people leading ordinary lives Filled with love, compassion, forgiveness and sacrifice
Heaven's in our hearts In our faith in humankind In our respect for what is earthly In our unfaltering belief in peace and love and understanding
Look around Believe in what you see The kingdom is at hand The promised land is at your feet We can and will become what we aspire to be
If Heaven's here on earth If we have faith in humankind And respect for what is earthly And an unfaltering belief that truth is divinity And heaven's here on earth
I've seen spirits I've met angels I've touched creations beautiful and wondrous I've been places where I question all I think I know But I believe, I believe, I believe this could be heaven We are born inside the gates with the power to create life And to take it away The world is our temple The world is our church Heaven's here on earth
If we have faith in humankind And respect for what is earthly And an unfaltering belief In peace and love and understanding This could be heaven here on earth Heaven's in our heart
postato da juda222, 14:24 | link | commenti
fare l'albero di natale....
ascoltare il carillon del presepe...
belle sensazioni.
postato da juda222, 14:00 | link | commenti
domenica, 07 dicembre 2003
“Non so perché, ad un tratto anche la mia stanza mi parve invecchiata. Le pareti e il pavimento erano sbiaditi, tutto era diventato opaco, le ragnatele si erano moltiplicate.
Non so perché, quando guardai fuori dalla finestra, mi sembrò che anche la casa di fronte fosse decrepita e scolorita, che gli stucchi sulle colonne si fossero sgretolati e si staccassero, che i cornicioni fossero anneriti e pieni di crepe, che le pareti dal vivace colore giallo scuro fossero tutte chiazzate…
Forse un raggio di sole, comparso improvvisamente, si celò di nuovo sotto una nube colma di pioggia, e tutto di nuovo divento scolorito ai miei occhi; forse era balenata davanti a me, cos’ inospitale e triste, la prospettiva del mio futuro e io mi vidi con l’aspetto che avrò tra quindici anni: invecchiato, nella stessa camera, solo come ora.
[…]
Oh! Mai, mai! Che il tuo cielo sia sereno, che il tuo sorriso si luminoso e calmo! Sii benedetta per quell’attimo di beatitudine e di felicità che hai donato a un altro cuore, solo, riconoscente!
Dio mio! Un minuto intero di beatitudine! È forse poco per colmare tutta la vita di un uomo?…”
(DOSTOEVSKIJ “ Le notti bianche”)
postato da juda222, 13:57 | link | commenti
venerdì, 05 dicembre 2003

C. D. Friedrich, Abbazia nel querceto, 1809
postato da juda222, 21:16 | link | commenti
PIANEFFORTE ‘E NOTTE
Nu pianefforte ‘e notte Sona lontanamente E ‘a musica se sente Pe ll’aria suspirà.
E’ ll’una: dorme ‘o vico Ncopp’a sta nonna nonna ‘e nu mutivo antico ‘e tanto tempo fa.
Dio, quanta stelle cielo! Che luna! E c’aria doce! Quanto na bella voce Vurria sentì cantà!
Ma solitario e lento More ‘o mutivo antico; se fa cchiù cupo o vico dint’a all’oscurità.
Ll’anema mia surtanto rummane a sta funesta. Aspetta ancora. E resta, ncantannose, a penzà.
(Salvatore di Giacomo)
postato da juda222, 14:22 | link | commenti (2)
giovedì, 04 dicembre 2003
 la descrizione delle ore che nascono sotto forma di fiori per morire un istante dopo, ma il fiore successivo sarà più bello e profumato
postato da juda222, 14:59 | link | commenti (2)

vorrei essere qui... in balia delle onde... con il corpo bagnato... gli occhi che bruciano... rivolti al cielo...
si.
postato da juda222, 14:44 | link | commenti (1)
martedì, 02 dicembre 2003

Planetario di Carmelo Giammello, Via Roma, Torino

Piccoli spiriti blu di Rebecca Horn, Chiesa S. Maria del Monte dei Cappuccini, Torino

Palomar di Giulio Paolini, in Via Po, Torino
Fontane luminose di Jan Vercruysse, Laghetto Italia '61, Torino
Lui e l'arte di andare nel bosco di Luigi Mainolfi, in Via Garibaldi, Torino |
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postato da juda222, 11:16 | link | commenti (2)
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